SATIRA


mucca-250x191[1]SE HAI DUE VACCHE

ecco alcune interpretazioni ideologiche della situazione: 

 

 

 

 

 

 

SOCIALISMO:
Hai 2 vacche.
Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene
e tu dividi il latte con lui.

COMUNISMO:
Hai 2 vacche.
Il governo te le prende e ti fornisce
il latte secondo i tuoi bisogni.

FASCISMO:
Hai 2 vacche.
Il governo te le prende e ti vende il
latte

NAZISMO:
Hai 2 vacche.
Il governo prende la vacca bianca e
uccide quella nera.

DITTATURA:
Hai 2 vacche.
La polizia te le confisca e ti fucila.

FEUDALESIMO:
Hai 2 vacche.
Il feudatario prende la metà del latte

DEMOCRAZIA: 
Hai 2 vacche.
Si vota per decidere a chi spetta il latte.

ANARCHIA:
Hai 2 vacche.
Lasci che si organizzino in autogestione

CAPITALISMO:
Hai 2 vacche. Ne vendi una per comperare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 vacche.
Fai macellare la prima e obblighi la seconda a
produrre tanto latte come 4 vacche.
Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava
accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.

CAPITALISMO ALLA BERLUSCONI & TREMONTI:

Hai 2 vacche. Ne vendi 3 alla tua società quotata in borsa
utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca.
Poi fai uno scambio delle lettere di credito con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 vacche, beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 vacche.
I diritti sulla produzione del latte di 6 vacche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle Isole Caiman posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua società i diritti sulla produzione del latte di 7 vacche.
Nei libri contabili di questa società figurano 8 ruminanti, con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 vacche perché sporcano e puzzano.

 

 LA POLITICA NON E’ UN LENZUOLO

bersani_e_la_lenzuolataBersani: “La politica non è un lenzuolo”. Anche se si può usare per uscire di galera.(Magari fosse un lenzuolo. È il fantasma che c’è sotto). Il nuovo segretario: “Per il mio Pd recupererò Fossati”. Giusto, prima le cose importanti. Rutelli intanto dice addio al Pd: “Tragitti differenti”. Capita, brancolando nel buio. (Vuole mettere la sua mancanza di idee a disposizione di un nuovo progetto) Rutelli abbandona Bersani per allearsi con Casini. “È una decisione che ci sconcerta e certamente ci indebolirà”, ha dichiarato Casini. Prodi: “Se qualcuno se ne va non succede niente. Basta ricordargli di chiudere la porta.

Veltroni: “Tornare al socialismo sarebbe un suicidio”. Ma non si rischierebbe mai di restare senza spiccioli. Muore per gravi lesioni dopo un arresto per droga. Pubblicità Progresso. (Per fortuna ci sono le forze dell’ordine a ricordarci che la droga uccide). La Russa: Sono certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei Carabinieri”. In effetti l’autopsia non ha evidenziato colpi sotto la cintura. (Per Stefano Cucchi è stata scrupolosamente rispettata la procedura prevista dall’Arma: fermo, arresto, pestaggio, morte misteriosa). Quest’anno nelle carceri italiane sono già morti 146 detenuti, di cui 59 suicidi. Tutti gli altri per ko tecnico. “Il trattamento riservato al giovane è stato corretto”. Questo spiega tutti quei segni rossi. (“Comportamento esemplare”. Gli hanno persino offerto la sigaretta). I medici: È caduto dalle scale”. Curioso, esattamente come mia moglie ieri.

da Spinoza.it 

 

BERLUSCONI,  L’UOMO PIU’ PERSEGUITATO DELLA STORIA,… PER NON CADERE SI ACCONTENTA DI VOLARE BASSO!berlusconi-aviatore_exc1

partito democratico

Sogni di mezzo autunno

Sanno di sogni di mezzo autunno le ultime sortite di Berlusconi, pensate, dette e fatte in quella che, secondo i metereologi, sarà la settimana più piovosa dell’anno, dunque in un momento in cui, specie agli ultrasettantenni, si consiglia di starsene in casa al caldo e di premunirsi con un vaccino antiinfluenzale.
E invece, proprio mentre Rutelli lascia il pd, temendolo condannato, dopo la vittoria di Bersani alle primarie, a una deriva di sinistra, ecco il premier vedere, nella nuova gestione del maggiore partito di opposizione, elementi secondo lui positivi che potrebbero favorire una ripresa del dialogo con la maggioranza, anche se a condizione che il nuovo segretario rinunci alla demonizzazione dell’avversario,che poi sarebbe il Berlusconi stesso. Il quale, in contemporanea,assume un’inattesa e imprevedibile posizione di silenzio assenso di fronte alle proposte per assegnare a Massimo D’Alema il prestigioso incarico di mr. Pesc,vale a dire di superministro degli esteri dell’Unione Europea :nella chiara anche se non dichiarata speranza di aspettarsi,in cambio, un grosso inciucio in politica interna:tipo quello che ai tempi della Bicamerale e della crostata in casa di Gianni Letta, regalò la resa della sinistra a Berlusconi a proposito del conflitto d’interessi di cui ancora soffriamo conseguenze che moltissimi italiani non sopportano più,come hanno ricordato alla sinistra,al pd in particolare, proprio in questo periodo di sogni di mezzo autunno,con i 2 milioni e 800.000 voti delle primarie. 

 MOLTO TUMORE PER NULLA

MoltoTumorepernulla[1]Bergamo capitale della satira di qualità, grazie a una mostra molto sui generis e con un titolo “un po’ così”.

Molto tumore per nulla è, infatti, il titolo un po’ “spaventoso” della rassegna di illustrazioni satirico umoristiche sul “male del secolo” che verrà inaugurata oggi, lunedì 2 novembre (ore 17) negli spazi di Porta Sant’Agostino.

Un modo assai originale per affrontare il delicato problema del cancro dal lato umoristico e satirico, ma non solo.

Curata da Fabio Norcini l’esposizione propone le migliori firme del settore (da Mannelli a Bucchi, da Vauro a Giuliano, passando per Contemori, Bortolotti e Kountouris) per un totale di 50 autori che hanno realizzato vignette appositamente per l’occasione.

Non una dissacrazione, quindi. Piuttosto un “esorcismo” per testimoniare che di cancro si può guarire. Questo il senso della mostra, la prima del genere, non solo in Italia.

Vero è che saranno in molti a fare quello che fa l’amico della vignetta qui sopra.
Ma non c’è problema e sono i promotori i primi a sostenerlo.

Non si tratta di superficialità e mancanza di rispetta da parte di chi non ha mai vissuto da vicino il problema, anzi. L’idea di questa mostra nasce, infatti, all’indomani della prematura scomparsa di un amico comune dei componenti l’Associazione Luca Scarpellini “Tiatiò”, che se ne è fatta promotrice.

Un sodalizio intitolato ad un amico, Luca appunto, che non era un personaggio famoso, ma una persona speciale. Uno come tanti (troppi), rapiti dal “male del secolo”, che però su questo ha scherzato fino alla fine. Dopo aver vagliato varie idee per creare un evento per ricordarlo, a scopo benefico la scelta è caduta sull’allestimento di una mostra di umorsatira, quale la soluzione più congeniale, che sarebbe piaciuta a Luca. Non tanto come provocazione o altro, ma perché il sorriso o la risata, hanno caratteristiche non solo terapeutiche, come ha dimostrato Patch Adams, per citare un medico celebre (portato sul grande schermo da Robin Williams), ma anche preventive.

Nonostante la scabrosità dell’argomento, la risposta degli autori è stata generosa e qualitativamente elevatissima: una cinquantina di artisti che hanno prodotto un centinaio di tavole. Difficile operare una scelta (perché la mostra si compone di 53 pannelli, quanti gli anni vissuti da Luca) ma tutte saranno visibili con una proiezione in multivision.

L’aspetto sorprendente della mostra è che ricompone una sorta di storia della satira e dell’umorismo di questi ultimi decenni, a partire dagli autori che hanno fatto grandi le testate di questo settore ormai esangue: dall’antesignana Ca’ Balà (Buonarroti, Mellana, Contemori ecc.), al Male (Giuliano, Mannelli ecc) dal Satyricon (Bucchi, Vauro ecc.) a Cuore, Boxer, Tango (molti dei già citati più Mora, D’Alfonso, Bersani ecc.), Vernacoliere (Camerini, Citi Sardelli), ma anche Maalox, Verona Infedele (Burato), fino alla recente Emme (Tonus), sono presenti tutte le firme di spicco che le hanno rese famose. Una variegata rassegna che unisce a degli autentici poeti dell’umorismo quali Cattoni (Panorama, Epoca, Famiglia Cristiana) e Chiostri (La Stampa), il vignettista “di casa” Bortolotti (Eco di Bergamo), i raffinati Athos (il creatore di Fra Tino personaggio tra i più amati del Giornalino), Nardi, De Angelis, a quotidianisti quali Bucchi e Giuliano (La Repubblica) Origone (Secolo XIX).
Il valore aggiunto di una mostra che già di per sé appare ad alto profilo di valori.

Va segnalato, inoltre, l’omaggio a Cavandoli, con l’esposizione del suo ultimo disegno (grazie alla cortesia del figlio Sergio) e le partecipazioni estere, dai maestri “ispiratori” Cabu (Hara Kiri, Charlie Hébdo) a Serre, dallo scozzese Mcleod alla superstar greca Kountouris (che oltre a pubblicare sul maggior quotidiano di Atene è conteso dalle maggiori testate internazionali) e tutti coloro che sarebbe troppo lungo citare.

“Nata da un’urgenza di dolore e testimonianza, – aggiungono infine i promotori – proprio per le sue caratteristiche, crediamo, abbia ottenuto un’adesione spontanea e partecipata di grande intensità. Si tratta di un’anteprima assoluta che parte non casualmente da Bergamo, destinata ad arricchirsi in itinere di altri autori ed opere, nella futura circuitazione in varie città italiane.”

 

La satira del Lunedì:lunedì 2 novembre 2009

di Reset staff

Disegnare sotto dittatura by Mauro Biani 12 Nov.2008

BIRMANOMANIA

La satira del giorno, è legata alla news che in Birmania chi fa satira contro il governo, rischia da 3 anni di reclusione, fino alla pena di morte. Queste sono le nuove disposizioni messe in atto dalla polizia birmana, per attori comici e satirici che prendono di mira i leader della giunta militare.
Chi genera “odio contro il governo” verrà quindi perseguito per legge, si legge nel giornale informativo sui reati, pubblicazione ufficiale del dipartimento di investigazione criminale.
“Il materiale utilizzato durante le performance verrà sequestrato, mentre coloro che violano la legge possono incorrere in pene detentive dai tre anni fino all’ergastolo o alla pena capitale”, si legge nell’articolo, ripreso dai media birmani in esilio.
La vignetta inserita, è stata il motivo della condanna a 20 anni di carcere per un blogger , reo di averla pubblicata per deridere il capo della giunta Than Shwe, nel Novembre 2008.

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Articolo inserito lunedì 2 novembre 2009 alle 10:17 nella sezione Satira. Segui il dibattito attraverso il feed RSS

 

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